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Spring diventa a pagamento!!! Anzi no :-)!!
The story so far...(scusate l' "anglofonismo")
Spring è uno dei prodotti che negli ultimi anni ha saputo sfruttare meglio il modello open source per imporsi sul mercato. Come molti sanno il successo riscosso da Spring ha costretto il suo team di sviluppo a riorganizzarsi per trovare le risorse sufficineti per continuare a lavorare su un progetto così complesso. In seguito a questa spinta espansiva l'azienda che stava dietro il framework (Interface21) è stata ribatezzata SpringSource e, cosa più importante, il progetto ha ricevuto un finanziamento di 10 milioni di dollari dal gruppo di investimento Benchmark Capital. Questo gruppo per chi non lo sapesse investe (tra le altre cose) in aziende software ad alto potenziale di crescita, molte di queste basate su modello open source. Es: CollabNet, Red Hat, MySql (venduta a Sun), Terracotta, ecc... E fu il caos... E fino a questo punto nulla di nuovo. Poche settimane fa però il papà di Spring in persona Rod johnson, ha annunciato dei cambiamenti imminenti nelle politiche di mantenimento dei binari di Spring e il lancio contestuale di nuove offerte commerciali proposte alle aziende. In particolare veniva introdotta la "regola dei tre mesi" secondo la quale dopo tre mesi dall'uscita dell'ultima release principale (es: 2.5) non sarebbe stato più garantito il download pubblico delle release di manutenzione (es: 2.5.1, 2.5.2, 2.5.3, ecc...). Tale download sarebbe stato prerogativa solo di chi avesse sottoscritto un contrato di assistenza (a pagamento) con SpringSource. Inutile dire che questa regola ha scatenato un vero e proprio terremoto sui siti e sui forum che si occupano di programmazione enterprise. Molti si sono domandati se questa fosse la fine di Spring come progetto open source e quali fossero le ragioni di un così brusco voltafaccia nei confronti della sua community. A poco sono servite le iniziali rassicurazioni sul fatto che Spring sarebbe rimasto sotto licenza Apache e che le fix di mantenimento sarebbero comunque state pubblicate sul repository pubblico. I dubbi riguardavano proprio la gestione del sorgente dopo i fatidici 3 mesi: chi si sarebbe occupato di fornire versioni aggiornate e stabili? Come si sarebbe comportata nel concreto SpringSource scaduti i tre mesi? La questione diventa cruciale se si pensa all'enorme quantità di progetti opensource che ruota attorno a Spring. Il dibattito che ne è scaturito ha coinvolto gli autori del framework stesso e si chiedeva di fare luce su questa novità. La mailing list italiana di Spring ha potuto avvalersi della collaborazione diretta di Alef Arendsen che ha partecipato direttamente nella nostra lingua madre (lui è olandese) che sta studiando da qualche mese. L'intero team di Spring ha preso molto sul serio queste possibilità di dialogo con la community e vi ha preso parte con la ferma intenzione di ascoltare i dubbi e le perplessità di chi per primo ha contribuito al successo di Spring Happy ending! Il risultato di questo dialogo è il post che pochi giorni fa Rod Johnson ha pubblicato sul blog ufficiale di SpringSource, nel quale dichiara molto onestamente di essere ritornato sui suoi passi e che la "regola dei 3 mesi" è stata stralciata dai piani aziendali. Rod fa pubblica ammenda per aver proposto una regola che potesse danneggiare la community e assicura che la distribuzione degli aggiornamenti di Spring avverrà esattamente come in passato. Nel dettaglio afferma: "We are amending our maintenance policy in the light of community feedback. We will make regular binary releases from the Spring trunk available to the community, with no 3 month window. For each version of Spring, community releases will be available while it remains the trunk or until the next version is stable." Per le aziende è possibile stipulare un contratto di assistenza che garantisce il supporto per la propria versione di Sprint per 3 anni, ben oltre il tempo di vita medio di ogni release principale del framework. questa formula contrattuale è pensata ovviamente per quelle azienede che investono ingenti somme di denaro per basae i propri sistemi informatici su Spring e che desiderano quindi tutelare i propri investimenti. Morale della favola: non è successo nulla :-) , tuttavia mi vengono spontanei alcuni pensieri che possono spiegare la situazione che si è venuta a creare -TUTTI i grandi progetti software, open o closed che siano hanno bisogno di tanti soldi per andare avanti -da qualche parte questi soldi devono arrivare... -penso che SpringSource nella ricerca di finanziamenti per Spring abbia tenuto conto anche del grado di libertà che ogni soluzione avrebbe coportato. Per questo a mio avviso hanno scelto la via di un finaziamento di venture capital piuttosto che un'alleanza con un big dell'IT (IBM, Sun, ) o addirittura la vendita in toto (vedi MySql con Sun). In fin dei conti parte del suo successo Spring lo deve al fatto di essere un'alternativa indipendente alle proposte dei big. -le nuove proposte commerciali di SpringSource servono chiaramente a creare profitto dal prestito di 10 milioni concesso. -questi profondi cambiamenti necesitano di una fase di "aggiustamento" (Tuning, come recita il titolo del post di Rod) nel quale bisogna bilanciare le richieste economiche con quelle della community. In questa fase il dialogo tra azienda e community è ovviamente essenziale. -l'ultima considerazione, la più importante, è che mi fa piacere vedere che esiste ancora una classe dirigente disposta ad ascoltare i consigli che vengono dal basso e ad ammettere i propri errori, e noi che siamo italiani sappiamo bene quanto sia inusuale questa abitudine tra chi comanda :-) ... Andrea Del Bene. Spring diventa a pagamento!!! Anzi no :-)!! è menzionato in: Articoli |
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